
SUPPORTO ALLA GENITORIALITA'
Mi piace pensare che ripristinare l’esercizio equilibrato della funzione genitoriale sia un po' come ridipingere le pareti con colori nuovi.
La famiglia, nel corso della sua esistenza, è interessata da cambiamenti di varia natura che possono determinare una perdita degli equilibri che la sostengono.
In quanto sistema complesso di relazioni infatti, la famiglia è in costante confronto con il cambiamento; L’arrivo di un figlio, le varie fasi della sua crescita e tutte le sollecitazioni che ciò comporta; la tanto temuta fase adolescenziale, che sappiamo come possa mettere a dura prova l’equilibrio familiare; la gestione delle prime autonomie e responsabilità.
Insomma, ritrovarsi faccia faccia con un problema, piccolo o grande che sia, che riguardi la crescita o la vita quotidiana dei nostri figli, è sempre qualcosa che crea grande destabilizzazione.
Ecco quindi che tra genitori si generano conflitti, litigi, visioni contrarie e prese di posizioni a volte estreme, veicolate da emozioni tutt'altro che benefiche per i figli.
Credo fermamente che la possibilità di un aperto confronto regolato da principi di coerenza e costanza educativa sia uno degli aspetti più importanti per un buon rapporto tra genitori e figli.
Buoni livelli di comunicazione, però, non s’improvvisano, ma richiedono attenzione, tenacia e tempo da parte dei genitori.

COUNSELING FAMILIARE
Quando all’interno di una famiglia ci si trova a gestire situazioni particolarmente complicate che prevedono un'organizzazione precisa, delle scelte non sempre facili da prendere e degli accordi ai quali non è sempre facile arrivare, l'armonia viene messa a dura prova.
Mi riferisco ad una serie di dinamiche quali separazioni, lutti, gestione di anziani o persone non autonome o con bisogni speciali, nelle quali l'intero nucleo familiare viene fortemente coinvolto.
Spesso è richiesto uno sforzo fisico-mentale di grande intensità e ciò implica un'azione di grande coordinamento e sostegno da parte di ogni singolo membro della famiglia e non con l'unico fine comune volto al SOSTEGNO.
Affiancando, qualora necessario, il supporto di uno psicologo, figura essenziale che permette di liberarsi da tristezza, rabbia, dolore, risentimento, il percorso di consulenza proposto avrà come UNICO SCOPO quello di identificare le eventuali incongruenze relazionali che portano ad una poco consona gestione dei rapporti, alimentate molto spesso proprio dalla realtà emotiva vissuta.
NON si tratterà di un percorso risolutivo di dinamiche di coppia nelle separazioni , NON si stabilirà nessun tipo di decisione di carattere legale, NE' tanto meno di un sostegno psicologico per la persona, MA BENSI' di un'opera d'identificazione ed una successiva ricalibrazione dei fondamentali nodi pedagogici finalizzati alla crescita condivisa e coerente dei figli.
Si darà quindi spazio alla ricerca di possibili strategie comuni e compromessi organizzativi che terranno conto delle necessità degli eventuali singoli minori coinvolti.

COUNSELING SCOLASTICO
La scuola costituisce il terzo grande ambito di intervento del consulente pedagogico, rappresentando un luogo di importante relazione educativa.
L'acquisizione di un modello "ideale" d'inclusività ha permesso di mettere in luce gli strumenti operativi e le risorse alle quali gli alunni con Disabilità e Bisogni Educativi Speciali (BES), alunni con Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA), alunni in situazioni di svantaggio socio-economico e alunni con altri tipi di difficoltà fisica/sociale/relazionare, hanno il diritto di avere accesso.
Non meno importante da considerare è appunto la sfera emotiva, che complice il cambiamento sempre più repentino delle nuove generazioni e il periodo storico di isolamento da poco vissuto da noi tutti, ha comportato un sempre più complicato rapporto con le istituzioni specialmente quelle educative-scolastiche.
Il consulente svolge in tal senso la funzione di facilitatore, fornendo un collegamento spesso mancante tra le diverse realtà che ruotano attorno al bambino e alla sua diagnosi.
L'intervento è quindi mirato a:
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Aiutare la famiglia a decifrare ed accettare la diagnosi, comprendendone nel dettaglio il significato, rapportandosi anche con gli specialisti che seguono il bambino/a o ragazzo/a. La famiglia ha bisogno di non sentirsi isolata, estraniata o diversa ed ha la necessità di cogliere le risorse dei propri figli, spesso offuscate dalle difficoltà. Scopo primario è quindi quello di garantire uno sviluppo il più coerente e specifico possibile ai bambini/ragazzi, suggerendo strategie e riflessioni inter-partes che consentano ai genitori e all'intero nucleo di relazionarsi responsabilmente tra loro.
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Suggerire ai genitori l'approccio più adeguato da adottare in risposta al disagio manifestato dai giovani rispetto all'impegno scolastico, evitando quindi conflitti inconcludenti e posizioni spesso contraddittorie identificabili nei genitori stessi.
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Sostenere, motivare, nonché facilitare, attraverso gli insegnanti curriculari, l'apprendimento dell'alunno, orientandolo attraverso eventuali incontri progettuali o formativi e promuovendo attività di sensibilizzazione didattico/pedagogica. Si presterà quindi attenzione alla relazione insegnante-alunno, insegnante-famiglia e a quella tra l'intera équipe docente.



